Lo stormire dei giorni

13.00

Tutte le storie di questi racconti, anche quando sconfinano nella favola o nel sogno, e pur con i colpi di scena in cui si risolvono, sono in fondo storie di gente comune: bambini e vecchi, uomini e donne, che si muovono, con i loro pensieri e i loro gesti, le loro gioie e i loro timori, su quella “trama di fondo” del tempo che ci accomuna tutti.
È il tempo il filo invisibile che lega tra loro queste storie: quel continuum einsteiniano nel quale i nostri giorni e le nostre azioni, le nostre estati e i nostri inverni si dipanano. È questo il tessuto, impalpabile, che le unisce: quel soffio inestinguibile del tempo che il giovane Leopardi, sulla sommità del suo colle, riconosce d’un tratto nello stormire del vento tra le foglie.
Sono esistenze qualsiasi, eventi con la “e” minuscola quelli delle persone che agiscono od osservano, pensano e sentono, ridono e piangono, e parlano tra loro, in queste storie semplici. Ma a renderle uniche e irripetibili – in quel flusso nel quale sembrano perdersi, trasmutarsi l’una nell’altra –, a rendere queste piccole storie, e i loro piccoli protagonisti, pesantemente troppo grandi è sempre lo stesso, sotterraneo, regista. Quello che Proust, al termine delle migliaia di pagine della sua Ricerca, chiama con la “T” maiuscola. Perché, spiega, il posto microscopico che ogni essere umano occupa nello spazio diventa – con l’infinito che ciascuno di noi si porta dentro – smisuratamente gigantesco nel Tempo.

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Informazioni aggiuntive

Peso 0.200 kg
Dimensioni 13.5 × 21 cm