Infinito Cabinet

25.00

INFINITO CABINET incardina la complessa ricerca di Maria Cristina Crespo nell’alveo della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia  “In Minor Keys” di Koyo Kouoh, in quanto offre una riflessione sulla cultura occidentale attraverso un viaggio tra Letteratura, Arte, Mito, Religione, Filosofia e Luoghi di appartenenza; una ricerca “controcorrente”, affrontata dall’artista sin dalla fine degli anni Settanta a oggi, momento di crisi dell’identità ponentino.

Un tema, quello di INFINITO CABINET, che ben si adatta all’attuale dibattito culturale dell’Occidente, in cui è centrale la criticità della Cancel Culture, contro cui – già negli anni Settanta – Crespo si poneva come sacerdotessa catacombale per la necessità di una resistenza indomita: l’artista compare nel documentario “Clandestine” (“Otto donne per l’arte” di Maria Paola Orlandini, andato in onda su RAI Cultura), titolo che sottolinea la necessità di una ricerca artistica in profondità, indipendente, slegata da esplicite implicazioni politiche e sociali, affine allo spirito dell’antesignana di tutte le sacerdotesse catacombali contemporanee: il personaggio interpretato dall’attrice Brigitte Helm in Metropolis, film di Fritz Lang del 1927, che guida una resistenza nascosta all’avvento di una civiltà disumana.

 

La sua è una risposta alla crisi dell’identità occidentale, di cui rivendica la complessità come risorsa vitale: per Crespo, la Cancel Culture si propaga, invece, a causa all’ignavia degli intellettuali di oggi e a un deleterio e atavico senso di colpa occidentale, come dimostrato nella sfera sia della psicologia individuale che sociale; quasi che complessità e ricchezza della cultura occidentale possano risultare controproducenti, con un’accezione respingente della filosofia e della storia.

Da queste premesse nasce la necessità della wunderkammer di Crespo; un INFINITO CABINET che sottolinea come, attualmente, la nostra ricchezza possa essere proprio la Cultura, filtrata da uno sguardo fiabesco e infantile, di stupor – e i titoli letterari ed evocativi attribuiti alle opere accentuano il senso del sublime, di primaria importanza per partecipare attivamente al dibattito senza subirlo. Se l’Europa sembra involgersi su se stessa, invece i millenni sono e devono rimanere un valore

 

INFINITO CABINET, con le pitto-sculture e pupazzifeticcio incastonati nello scrigno della boiserie blu navy e nella massiccia struttura lignea che domina l’area centrale dello spazio espositivo, diviene pertanto un gioco di rimandi e di reperti – utilizzati nelle singole opere di Crespo – cui le opere si ispirano; l’imponente libreria site specific, con tanto di scrivania offerta ai visitatori – punto di ritrovo e di studio- ci conduce in un mondo immaginifico. Vi si accede con lo sguardo da un oblò, ispirato al letterario Capitano Nemo di Jules Verne nonchè raffigurato dalla Disney, e che diviene opera viva contemporanea perché aperto su Venezia, città di contaminazioni e attraversamenti, memoria di un mondo antico che si apre al nuovo. Venezia: luogo emblematico, un paesaggio della Memoria del Mondo che trova, col Cabinet di Maria Cristina Crespo, affacciato sul Canal Grande, un punto di equilibrio tra dentro e fuori, tra finito e infinito.

Categorie: ,

Informazioni aggiuntive

Peso 0.120 kg
Dimensioni 23.5 × 22 cm