Informazioni aggiuntive
| Peso | 0.200 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 19 × 26 cm |
€35.00
Cento anni fa, il 1° aprile 1926, nelle edicole statunitensi compariva Amazing Stories, la prima rivista a definirsi esplicitamente dedicata alla fantascienza. Nell’editoriale di apertura il fondatore Hugo Gernsback, imprenditore e inventore lussemburghese emigrato negli Stati Uniti, utilizzò il termine scientifiction, destinato a evolversi in science fiction, espressione oggi universalmente diffusa e tradotta in italiano come fantascienza.
Con quella pubblicazione nasceva un nuovo genere letterario, espressione di un immaginario più ampio che solo molti decenni dopo avrebbe preso il nome di Retrofuturismo. La paternità del termine retrofuturism viene attribuita all’editore e artista multimediale statunitense Lloyd John Dunn che, a partire dal 1983, iniziò ad utilizzarlo per alcune produzioni pubblicitarie e successivamente come titolo di una rivista d’arte pubblicata dal 1988 al 1993.
Oggi il Retrofuturismo è riconosciuto come una corrente artistica che rielabora futuri immaginati in epoche passate (convenzionalmente anteriori allo sbarco sulla Luna) attraverso un linguaggio visivo decontestualizzato, fondato su fantasia, ottimismo tecnologico e fiducia nel progresso. Città utopiche, macchine volanti, architetture visionarie, robot e automi popolano un’estetica che riflette le speranze e le contraddizioni della modernità, ma anche di società future opprimenti, caratterizzate da una distopia spesso ambientata in catastrofi apocalittiche.
Il Retrofuturismo attraversa molteplici ambiti creativi; questo volume si concentra esclusivamente sulle arti visive, esplorandone temi, forme e principali declinazioni iconografiche con oltre 900 immagini.
Guardare oggi a queste visioni di futuro utopico e distopico del passato significa interrogare il nostro presente: sono narrazioni nate per parlare del domani, ma profondamente radicate nel loro tempo, che hanno contribuito a definire i primi modelli attraverso cui, ancora oggi, immaginiamo il progresso, la tecnologia e la modernità. Il Retrofuturismo non racconta il futuro che è stato, ma quello che si immaginava possibile, restituendo alla fantasia il suo ruolo critico e rivelatore.
| Peso | 0.200 kg |
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| Dimensioni | 19 × 26 cm |